mercoledì 21 luglio 2010

INFEZIONI DA CANDIDA E CURE NATURALI PER IL TRATTAMENTO DI MICOSI RESISTENTI

Albero del the (Melaleuca alternifolia)-Fraser Island- Australia Foto di Alessandra Cenci
L’utilizzo sempre più vasto ed incondizionato di antibiotici a largo spettro e di antinfiammatori, cortisonici ed ormoni nella popolazione ha favorito l’insorgere di infezione cronica di Candida albicans.
La Candida albicans è un fungo saprofita che vive anche nelle mucose dei soggetti sani. Quando vi è uno squilibrio della flora batterica intestinale per via di cure farmacologiche protrattesi nel tempo, o di una errata alimentazione e stress, che debilitano il sistema immunitario, la Candida può cominciare a proliferare scatenando sintomi di vario genere.
I sintomi vanno dai dolori muscolari ed articolari, alle allergie, alle infezioni intestinali, infezioni degli organi genitali, fino alla depressione. Pochi sanno che un infezione da candida protratta nel tempo da parte di un soggetto immunocompromesso può sfociare in una sindrome grave e sistemica.
Questo avviene, perché non essendo più in equilibrio la flora batterica intestinale, la candida riesce a mutare passando dallo stadio più semplice di blastospora allo stadio di ifa, con il quale riesce a radicarsi negli strati più profondi della parete intestinale alterandone la permeabilità selettiva e predisponendo l’organismo alle allergie.
Le tossine prodotte in questo stadio, raggiungono i vari distretti corporei attrverso il flusso del torrente sanguigno, instaurando pericolose infezioni. L’invasione delle tossine interferisce anche con l’assimilazione di vitamine, minerali ed aminoacidi indebolendo sempre di più l’organismo.
Una volta simili affezioni si trovavano solo in oggetti immunosoppressi, mentre attualmente queste patologie si riscontrano con sempre maggiore frequenza anche in soggetti che al meno apparentemente non presentano difetti nella risposta immunitaria. Non solo la vita stressante, l’inquinamento ambientale ed i traumi emotivi predispongono a questa situazione, ma anche l’acidificazione metabolica dovuta ad un eccesso di zuccheri raffinati nella dieta.
Oltre ad un aiuto da parte di una dieta a basso contenuto di carboidrati, carni bianche, pesce, uova, legumi, semi oleosi e verdure, e yogurt anche alcuni fitoterapici come echinacea, propoli, estratto di semi di pomplelmo, estratto di semi di neem, di lavanda e di Tea Tree oil (Melaleuca alternifolia) sono stati utilizzati con successo nella terapia delle infezioni da Candida.
In particolare, in uno studio di proliferazione cellulare condotto all’Istituto Superiore di Sanità (Roma), si è dimostrato che l’olio essenziale derivato dalle foglie di Tea Tree oil è in grado di inbire la crescita di Candida Albicans sia in un ceppo sensibile all’antifungino classico il fluconazolo sia in un ceppo resistente isolato da un paziente HIV positivo. I risultati ottenuti potranno avere un impatto importante sulla salute pubblica per l’ottimizzazione dell’impiego terapeutico di alcuni “farmaci naturali” e per diminuire gli effetti collaterali.
IMPORTANTE
Le informazioni e le idee contenute in questo articolo o in questi articoli costituiscono semplicemente materiale divulgativo informativo sulle scelte diagnostiche e terapeutiche disponibili, e non vogliono in alcun modo sostuirsi né alla prescrizione medica né a consultazione medica, sempre raccomandabile in caso di patologia in atto.
Da:
1) Marisa Colone et al. “Studio del meccanismo di azione del Tea Tree oil su ceppi di Candida SPP.” Rapporti ISTISAN 08/41
2) Francesca Mondello “In vivo activity of terpinen-4-ol, the main bioactive component of Melaleuca alternifolia Cheel (tea tree) oil against azole-susceptible and -resistant human pathogenic Candida species” BMC Infect Dis 2003; 6:158
3) Francesca Mondello “In vitro and in vivo activity of tea tree oil against azole-susceptible and -resistant human pathogenic yeast”s J Antimicrob Chemother 51:1223-9
4)A.Panfili e V. Mangani “Candida l’epidemia silenziosa” Ed. tecniche nuove
5) V. Pignatta “Guarire le infezioni da Candida” Macro Ed.

mercoledì 14 luglio 2010

QUINOA (Chenopodium quinoa) alle zucchine


Foto di quinoa per gentile concessione dal sito http://www.livinginperu.com
Ricetta di Alessandra Cenci
Ricetta adatta per i vegetariani ed i celiaci
Ingredienti e dosi per 2 persone:
120 gr di quinoa, mezza cipolla bianca,4 zucchine,
olio extra vergine d’oliva, prezzemolo, paprika dolce
Lavare bene la quinoa perché contengono all’esterno del tegumento del seme delle sostanze amare (saponine) che interferiscono anche con l’assimilazione dei nutrienti e lasciatela in ammollo per 20 minuti e risciaquatela. I chicchi produrranno una leggera schiuma che va eliminata.L’acqua dell’ammollo deve essere eliminata prima della cottura. Mettere la quinoa in una pentola di coccio con il doppio dell’acqua in peso con il coperchio chiuso, portarla a bollore e cuocerla a fuoco lento per 20 minuti, quando avrà finito di cuocere avrà assorbito tutta l’acqua. Intanto a parte lavare le zucchine e tagliarle a pezzetti. Affettare anche mezza cipolla bianca. Mettere a cuocere le zucchine in una padella o meglio in un kwok con olio extra vergine d’oliva dopo aver fatto indorare un po’ la cipolla e aggiungendo prezzemolo.
Quando la quinoa sarà cotta, unitela alle zucchine e fateli finire di cuocere insieme per qualche minuto. A cottura ultimata aggiungete sale marino, paprika dolce in polvere. Ora potete servirla in tavola.
Proprietà della quinoa (Chenopodium quinoa)
La Quinoa cresce spontanea nella Cordigliera delle Ande (Cile e Perù), sembra che fosse molto comune anche nella civiltà degli Incas. Erroneamente creduta da molti essere un cereale, la quinoa appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee quindi è più vicina filogeneticamente agli spinaci, anche se la parte che normalmente si mangia da noi è il seme, mentre nel paese d’origine si mangiano anche le foglie, come fossero spinaci. E’ completamente priva di glutine, che la rende un cibo adatto per i celiaci; è molto meno ricca in amidi rispetto ai cereali mentre è ricchissima di proteine, sali minerali come calcio e fosforo, lipidi quali acidi grassi insaturi e vitamine del gruppo B, e vitamina E. Queste componenti la fanno risultare più bilanciata, più nutriente e più digeribile dei cereali. Inoltre ha una straordinaria abbondanza di lisina, un aminoacido essenziale, che tende ad essere carente nell’alimentazione vegetariana, in quanto assente nei cereali e presente invece nelle carni. Queste qualità la rendono un piatto adatto anche ai vegetariani.
Proprietà della zucchina (Cucurbita pepo)
Le zucchine sono molto ricche di potassio, e di vitamina E, che combatte i radicali liberi, alcuni carotenoidi come luteina e zeaxantina, vitamina C ed acido folico. Poiché sia la vitamina C che l’acido folico sono sensibili al calore, per preservarli intatti bisognerebbe mangiarle crude. Le zucchine essendo ricche di fibre hanno un’azione lassativa. Per la presenza della vitamina E hanno un ruolo anti-infiammatorio, inoltre sono anche diuretiche e disintossicanti. (www.benessere.com). Le zucchine sono ricche di vitamina A che le conferisceno un ruolo anti-ossidante.

martedì 13 luglio 2010

INVOLTINI DI MELANZANE CON FILETTI DI RANA PESCATRICE


Ricetta di Alessandra Cenci
Foto di rana pescatrice per gentile concessione da Elena Li Pera e dal bellissimo sito www.fondali.it
Ingredienti e dosi per 2 persone:
2 melanzane ovali, 300 gr. di filetti di rana pescatrice, 1 spicchio d’aglio, 1 scalogno, bottarga di muggine, 4 filettini di aggiuga, olio extra vergine d’oliva
peperoncino, prezzemolo, pomodori pachino, sale marino integrale
Affettare longitudinalmente le melanzane, più sottilmente che potete. Farle soffriggere delicatamente in padella per 10’ con olio extravergine d’oliva, aglio e scalogno a pezzi, peperoncino a pezzetti, e prezzemolo secco. Aggiungere dopo qualche minuto un filo d’acqua per impedire che si brucino le melanzane e tenere il coperchio chiuso. Quando si sono dorate un pochino, spegnere il fuoco, disporle a due a due su un piatto da portata, salarle, inserire un pezzetto di filetto di rana pescatrice, spolverarci sopra un po’ di bottarga di muggine, e richiuderlo tipo sandwich con un’altra melanzana. Fissare gli involtini con degli stuzzicadenti. Nella padella aggiungere pomodori pachino a pezzetti e filettino d’acciuga a pezzi, e gli involtini tenendo il coperchio chiuso. I pomodori pachino cuocendosi libereranno un po’ d’acqua che sarà sufficiente a non far bruciare gli involtini. Aggiungere una manciatina di prezzemolo e dopo 15 minuti circa servire a tavola.
Proprietà della Rana Pescatrice (Lophius pescatorius)
La rana pescatrice o coda di rospo è una specie diffusa nel Mediterraneo, ma è anche presente nell’oceano Atlantico.“Le sue carni hanno ottime proprietà nutrizionali, in quanto sono ricche di proteine (15,4 g/100 g di parte edibile) e presentano un giusto equilibrio tra carboidrati (1 g/100 g) e grassi (0,7 g/100 g); fra i sali minerali sono presenti discrete concentrazioni di potassio (389 mg/100 g di parte edibile), fosforo (194 mg/100 g), magnesio (29 mg/100 g), calcio (19 mg/100 g), mentre fra le vitamine solo quella E è degna di nota.” (Dott. Alessandro Lucchetti , Istituto di Scienze Marine (CNR-ISMAR) – Ancona-articolo da info@pubblicitalia.com
Proprietà delle Melanzane (Solanum melongena)
Le melanzane sono ricche di oligoelementi come calcio, fosforo, potassio, oltre a vitamine A, C. A causa del suo contenuto d’acqua e di fibre stimola la diuresi e la peristalsi intestinale. Sono ricche di tannini che agiscono stimolando la bile a produrre sali biliari, e abbassano la concentrazione di colesterolo nel sangue. (Da www.benessereblog.it).

sabato 10 luglio 2010

RISCHI DELLO ZUCCHERO BIANCO (RAFFINATO)



Foto di Alessandra Cenci
La quantità dello zucchero presente oggi giorno in tutti i cibi da quelli per adulti, a quelli per i bambini è veramente preoccupante. Oltre a ciò anche un gran numero di bevande gassate, succhi di frutta sono ricchissimi di zucchero.
Si sente dire che il nostro cervello ha bisogno di zucchero, che mangiando certe merendine ci si sente subito energici.
Eppure se da una parte lo zucchero trasportato nel sangue al cervello dà un’immediato senso di euforia e di benessere, dall’altra l’eccesso di zucchero nel sangue costringe il pancreas a secernere bruscamente un picco d’insulina al quale segue un po’ di tempo dopo un senso di spossatezza, mal di testa, nervosismo causato da una brusca ipoglicemia, per cui si avverte di nuovo il bisogno di altri zuccheri mettendo in atto un meccanismo di dipendenza.
Mangiare dolci occasionalmente non crea difficoltà, solo quando il pancreas e le ghiandole surrenali si trovano sotto stress, come negli individui stressati che hanno bisogno di mangiare per compensazione, allora possono sorgere problemi diversi.
Forse pochi sanno che lo zucchero raffinato è un alimento innaturale, e non solo come tale è superfluo ma a lungo andare nuoce alla salute.
Lo zucchero bianco raffinato viene depurato con il latte di calce. Tale trattamento provoca la distruzione di alcune proteine e sali minerali e vitamine presenti nello zucchero depauperandolo di alcuni elementi nutritivi. Successivamente per eliminare le tracce di anidride solforosa, vengono effettuati trattamenti con acido solforoso per eliminare il colore scuro…segue la cottura e l’aggiunta di coloranti blu che conferiscono quel bel colore bianco candido che conosciamo. Peccato che questo prodotto ha ben poco a che fare con il prodotto di partenza!
Per poter essere assimilato lo zucchero bianco raffinato ha bisogno di sequestrare il calcio ed il cromo dal nostro organismo. Il calcio viene prelevato dalle ossa e dai denti ponendo le basi per artrosi, osteoporosi e malattie dentarie.
Una dieta eccessivamente ricca di zuccheri raffinati, oltre a porre le basi per un diabete in età avanzata, favorisce anche la crescita nell’intestino di un gran numero di funghi e batteri, in particolare la Candida Albicans e favorisce la produzione di muco sopratutto negli individui predisposti alle malattie respiratorie.
Uno studio di Sanchez nel 1973 aveva dimostrato che lo zucchero deprime il sistema immunitario, in particolar modo danneggia la capacità fagocitica di alcuni globuli bianchi specializzati ad uccidere i batteri. Il motivo è stato dimostrato in studi successivi che mostravano che lo zucchero raffinato priva il corpo di alcuni oligoelementi vitali per la funzione immunitaria tra cui lo zinco.
Il fruttosio puro, se inizialmente aveva avuto un successo perché ha un indice glicemico più basso del saccarosio (lo zucchero comune utilizzato), a lungo andare ha favorito nei consumatori un aumento dei trigliceridi nel sangue, come dimostrato da alcuni studi.
Un grande consumo di aspartame ha favorito la crescita di alcuni linfomi.
Lo zucchero migliore è quello che si trova in natura nella frutta fresca e secca. Tuttavia anche lo zucchero di canna biologico integrale può andar bene se consumato in poche quantità. Io stessa da quando ho eliminato lo zucchero bianco e l’ho sostituito con quello integrale ho smesso di avere carie dentali.
Per approfondire: www.nutriamocimeglio.blogspot.it della mia amica Dott.ssa Silvia Mirone
www.ara-macao.it newsletter dicembre 2009
Il libro Sugar Blues" di William Dufty. Macro Edizioni

venerdì 9 luglio 2010

Gnocchi di farro agli orapi (spinaci selvatici d’alta quota) (Chenopodium bonus-henricus) e zafferano (Crocus sativus linnaeus)

Ricetta e foto di Alessandra Cenci (ambiente tipico dove crescono gli orapi in Abruzzo)

Ingredienti e dosi per due persone: 250 gr di gnocchi a persona, foglie di orapi,una bustina di zafferano in polvere, aglio, olio d’oliva extravergine, peperoncino, panna di soia biologica, sale marino integrale
Vi propongo una ricetta di montagna. Per raccogliere gli orapi si può fare una bella escursione sulle montagne dell’Abruzzo e Molise evitando di raccoglierli nelle zone protette.
Lavare gli orapi e tagliarli a pezzettini. In un kwok fare lievemente soffriggere aglio, olio e peperoncino. Si aggiungono gli orapi tagliati a pezzetti e dopo pochi minuti si aggiunge poca acqua in modo che si cuociano nell’acqua a fuoco molto lento senza perdere le vitamine ed i sali minerali che perderebbero lessandoli. Intanto mettere sul fuoco l’ acqua per gli gnocchi. Propongo quelli biologici al farro perché sono molto gustosi. Quando gli orapi sono a coltura ultimata, aggiungetevi la panna di soia, vi raccomando quella biologica per evitare quella ogm, e aggiungere un pizzico di sale marino integrale. A questo punto il sugo è quasi pronto. Cuocere gli gnocchi. In pochi minuti gli gnocchi verranno a galla. A questo punto scolare gli gnocchi aggiungerli al sugo di orapi. In ultimo fare sciogliere una bustina di zafferano in pochissima acqua calda e versare sugli gnocchi, amalgamando il tutto girando con un cucchiaio di legno. Dopo pochi minuti potete servire a tavola. Lo zafferano si deve cuocere pochissimo perché è termolabile.
Proprietà degli orapi (Chenopodium bonus henricus)
E’ una pianta ricca di ferro e di vitamina C e le si riconoscono straordinarie proprietà depurative, emollienti e lassative…
Proprietà dello zafferano (Crocus sativus)
Lo zafferano era noto fin dagli antichi romani per le sue proprietà officinali. E’ un tonico del sistema nervoso. Grazie ai suoi carotenoidi secondo alcuni studi scientifici ha proprietà anti-stress, anti-ansia ed antidepressive. Aiuta la digestione, ha un potere antiossidante ed è anche diuretico.

I benefici del cioccolato

Foto di Alessandra Cenci
Si è pensato per molto tempo che il cioccolato facesse ingrassare o al minimo facesse venire i brufoli. In realtà, non solo per le antiche popolazioni dei Maya e degli Atzechi lo consideravano un cibo sacro, indispensabile e salutare tanto è che il nome scientifico del cacao datogli da Linneo è Theobroma Cacao, ossia bevanda degli dei, ma dalle più recenti scoperte, il cacao avrebbe delle virtù salutari vere e proprie.
Una ricerca ha dimostrato che il consumo dei composti del cacao può portare diversi benefici all'apparato circolatorio, inclusi miglioramenti del flusso di sangue al cervello e all'apparato cardiovascolare.
La ricerca è stata pubblicata nel Journal of Cardiovascular Pharmacology in un articolo che evidenzia i potenziali benefìci per la salute del cacao, ricco di flavoni (appartenenti alla classe dei bioflavonoidi, detti anche vitamina C2 o vitamina P).
In un precedente studio si è dimostrato che il consumo continuo di cacao può proteggere da ictus ed attacchi cardiaci in quanto grazie agli effetti dei flavoni, migliora la circolazione venosa, ed inoltre l’effetto protettivo che il cacao esercita sul cuore è addirittura doppio rispetto a quello provocato dal vino rosso.
Un altro studio condotto nell’Università della Pennsylvania ha dimostrato che introducendo nella dieta dai venti grammi di polvere di cacao si ottiene un aumento del colesterolo “buono” HDL a discapito del colesterolo “cattivo” LDL. Questo effetto era dose dipendente, ed aumentava arrivando ai quaranta grammi di cacao. Il motivo è da attribuire alle sue proprietà anti-ossidanti.
E’ risaputo che il cioccolato migliora il tono dell’umore, in quanto contiene la feniletilendiammina, un oppiaceo che è un precursore della serotonina, la sostanza che il nostro cervello produce quando siamo innamorati; per questo motivo molte persone dopo aver mangiato il cioccolato avvertono un senso di appagamento.
Andando a studiare i benefìci riscontrati nelle popolazioni che consumano alte quantità di cacao in una popolazione indiana (i Kuna) di un'isola di Panama, si è riscontrata un' insolita assenza di disturbi legati all'invecchiamento: ipertensione, cancro, diabete e malattie cardiache, nostante l'elevato consumo di sale, paragonabile a quello delle società occidentali. Gli studiosi hanno condotto un'indagine per verificare il tipo di alimentazione. Il dato più appariscente è stato l'elevato consumo di cacao, facendo ritenere che ci sia un collegamento fra l'abituale consumo dell'alimento e la loro bassa incidenza di malattie cardiache.
Per ottenere questi benefici, bisognerebbe mangiare il cioccolato fondente ad elevata concentrazione di cacao, maggiore del 70%. Purtroppo la maggior parte di cioccolato che si trova in commercio, contiene ben poco cacao, molti zuccheri raffinati e grassi ed infine lecitina di soia che potrebbe provenire da coltivazioni geneticamente modificate. Per questo consiglio di acquistarlo ad alto contenuto di cacao con zucchero di canna grezzo al posto dello zucchero raffinato e preferibilmente nei negozi biologici.

RISO MISTO SELVATICO ALLA BORRAGINE (borrago officinalis)


ricetta di Alessandra Cenci foto di Alessandra Cenci borragine nei monti della Tolfa
Ingredienti e dosi per 2 persone: foglie di borragine, 200 grammi di riso misto selvatico (negozi biologici), una cipolla scalogno, un peperoncino a pezzetti, olio extra vergine di oliva, prezzemolo,una bustina di zafferano,
sale marino integrale
Mettere a cuocere 200grammi di riso misto selvatico con il doppio dell’acqua in peso per circa 45 minuti. Separatamente far soffrigere lievemente 1 cipolla scalogno fatta a pezzetti in un kwok con olio extra vergine di oliva e un peperoncino tritato con foglie di prezzemolo. Subito dopo aggiungere le foglie di borragine lavate e tagliate e cuocere a fuoco lento con aggiunta di poca acqua per non farle bruciare per 20 minuti circa e spegnere. Quando il riso si è cotto aggiungerlo nel kwok e ripassarlo con le foglie di borragine. Infine aggiungere una bustina di zafferano fatta sciogliere in pochi millilitri di acqua tiepida. Ripassare per pochi minuti in quanto lo zafferano è sensibile al calore e potrebbe perdere le sue qualità. Quando tutto il riso si sarà colorato di giallo portare a tavola e servire!
Una piccola nota curiosa: anche i fiori si possono mangiare sono ottimi in insalata
Proprietà della borragine da http://www.erbe-officinali.com/borragine.html
1) Azione protettiva cutanea: l’olio di borragine rappresenta un importante integrazione per mantenere una corretto equilibrio della cute: i suoi principi attivi partecipano infatti in numerosi processi fisiologici, prevenendo l’insorgenza di diverse patologie distrofico-infiammatorie.
2) Azione antiallergica: acido linoleico e ac. gamma-linolenico competono con l’acido arachidonico nella sintesi delle prostaglandine e favoriscono la produzione delle prostaglandine Serie I (le cosiddette prostaglandine "buone"), mostrando così un effetto positivo nelle reazioni da ipersensibilizzazione a determinati fattori.
3) Azione cardiovascolare: in particolare l’ac. gamma-linolenico impedisce l’aggregazione piastrinica lasciando liberi i vasi arteriosi, migliorando la circolazione e il funzionamento cardiaco, sempre grazie all’aumentata sintesi di prostaglandine Serie I, che fra l’altro abbassano anche la pressione arteriosa e inibiscono la sintesi endogena di colesterolo

Petto di pollo alla papaia (Carica papaia) ricetta di Alessandra Cenci

Albero di papaia- Seychelles Foto di Alessandra Cenci
Ingredienti e dosi: 150 gr a persona di petto di pollo (da allevamenti biologici), farina,1 papaia per 2 persone,
olio di oliva extravergine, sale marino integrale, paprika dolce, zenzero,limone o lime
Sbucciare e affettare una papaia ( per 2 persone) eliminando i semi. Infarinare il petto di pollo e metterlo a cuocere in padella con un filo d’olio extra vergine d’oliva. Aggiungere la papaia. Aggiungere un pizzico di paprika dolce, zenzero in polvere e sale marino integrale. A cottura ultimata aggiungere succo di limone spremuto. Al posto del limone si può anche aggiungere il lime, che ha un gusto un pochino più asprigno.
Proprietà della Papaia (Carica papaia)
-Anti-ossidante e anti-radicali liberi
-Ha inoltre proprietà vasoprotettive ed elasticizzanti cutanee
-E' anche uno dei migliori rimedi naturali contro i disturbi allo stomaco in generale e la gastrite in particolare, perchè l'effetto antinfiammatorio si coniuga alle proprietà della papaina, enzima contenuto nel frutto che facilita la digestione delle proteine www.anagen.net
Proprietà della paprika dolce
La paprika dolce è ottenuta dalla macinazione dei semi e dalla polpa di diversi tipi di peperoncino secco. La paprika dolce è molto ricca di vitamina C, che è tremolabile, per questo conviene aggiungerela a fine cottura. E’ molto ricca di vitamina A, E ed anche del complesso B. Ha una funzione digestiva. Le si attribuiscono anche proprietà tonificanti sul sistema nervoso e sul tono dell’umore. Ha un effetto anche sul sistema circolatorio essendo un vasodilatatore, infine ha virtù antisettiche.
Proprietà dello zenzero
Lo zenzero ha molte proprietà. E’ uno stimolante, favorisce la digestione in quanto cura la dispepsia, la digestione lenta, la flatulenza ed il meteorismo. Inoltre ha proprietà carminative. Ha anche un effetto antiemetico. Alcuni studi hanno rivelato le sue proprietà antinfiammatorie sulla mucosa gastrica.

L’ alimentazione naturale

Foto di Alessandra Cenci
La natura insieme a tutti i suoi esseri viventi sono il frutto di una lenta evoluzione che dura da miliardi di anni. Questo significa che la natura ha una sua intelligenza adatta a mantenere la vita.
I cibi che la natura ci fornisce sono già perfetti così come sono in quanto contengono, nel giusto equilibrio tutte le sostanze che sono necessarie per la digestione e la completa assimilazione.
Se invece i cibi vengono raffinati, conservati ed inquinati cominceranno a perdere molte importanti qualità nutrizionali, diventando cibi difficili da digerire, e in alcuni casi addirittura tossici, che ci sottrarranno energia vitale invece di donarcela.
L’alimentazione naturale utilizza cibi che sono il più possibile vicini alla natura come alimenti integrali e biologici. Gli alimenti integrali sono cibi integri di tutte le loro parti commestibili, a differenza dei cibi raffinati. I cibi biologici provengono da coltivazioni dove non sono utilizzati né pesticidi e né diserbanti.
Pesticidi e diserbanti sono sostanze altamente tossiche che inquinano l’ambiente sconvolgendo l’intero ecosistema agricolo, arrivando perfino a rendere i terreni improduttivi, e sconvolgono l’intero ecosistema attraverso l’inquinamento delle falde acquifere. Recentemente in alcune spiagge della Gran Bretagna si è verificato un allarme per la proliferazione nelle spiagge di alcune alghe tossiche dalle esalazioni mortali, dovute ad un uso eccessivo di fertilizzanti in agricoltura.
Inoltre pesticidi e diserbanti squilibrano il rapporto dei principi nutritivi degli alimenti; ad esempio depauperandoli di alcuni oligoelementi fondamentali e di vitamine. Le carenze di magnesio dovute ad un uso elevato di concimi potassici favoriscono il cancro, lo stesso avviene per le carenze di rame causate dall’uso eccessivo di concimi azotati e fosfati.
Con le monocolture sempre più diffuse ed in aree sempre più vaste, e con la conseguente riduzione della biodiversità, l’uomo ha creato le condizioni favorevoli per la moltiplicazione incontrollata di alcune specie di insetti come la curculionide del grano, che si sviluppa più rapidamente dove ci sono le monocolture rispetto ad un ambiente a più colture rispetto alle quali l’insetto non è adattato.
Negli alimenti biologici sono bandite sostanze come coloranti e conservanti di sintesi chimica come l’anidride solforosa e l’acido benzoico, additivi come polifosfati che sottraggono calcio all’organismo, o il glutammato…
Per un alimentazione sana e naturale si consigliano non solo frutta e verdure provenienti da coltivazioni biologiche controllate, ma anche carne e formaggi da allevamenti biologici. Per il pesce ed i molluschi ed i crostacei se possibile è da privilegiare quelli pescati rispetto a quelli allevati in mare. Visto che siamo quello che mangiamo se vogliamo sentirci in forze e carichi di energia bisogna mangiare cibi vivi. Recentemente si è scoperto che mangiare in modo sano influisce anche sul tono dell’umore! Provare per credere!

giovedì 8 luglio 2010

RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI ED ALTERNATIVE FITOTERAPICHE


Foto di echinacea purpurea per gentile concessione da http://www.terrapin-gardens.com
La scoperta della penicillina ha segnato l’inizio di un’era molto importante per sconfiggere le infezioni batteriche, infatti essa si rivelò efficace contro una serie di gravi infezioni come la polmonite, la setticemia, difterite, gonorrea e febbri reumatiche. Già dopo 10 anni dalla sua introduzione nella pratica clinica iniziarono a diffondersi i primi batteri intestinali resistenti e il diffondersi della candida un fungo. Pochi anni dopo dai batteri del suolo fu isolata la streptomicina, che era stata usata con successo nella cura della tubercolosi. Seguirono pochi anni dopo il cloramfenicolo, cefalosporine e tetracicline. Tutti questi antibiotici portarono dopo qualche anno allo sviluppo di resistenza nei batteri dell’intestino. Negli anni 60 con ulteriori ricerche si produssero antibiotici di seconda generazione. Questi batteri venivano ingegnerizzati geneticamente in modo da produrre dei derivati della penicillina che non dessero i problemi della resistenza ed avessero un più ampio spettro d’azione sia sui Gram-positivi come Streptococcus spp e Staphylococcus spp sia sui Gram-negativi come Escherichia coli ed Haemophilus influenzae.
Nei primi anni 80 si svilupparono infezioni resistenti a quasi tutti gli antibiotici conosciuti. I batteri del suolo producono naturalmente antibiotici per competere contro altri batteri e funghi per le riserve trofiche. Uno dei loro meccanismi di sopravvivenza consiste nell’avere plasmidi, che sono dei minicromosomi dove si trovano geni per la resistenza agli antibiotici. Batteri anche molto distanti tra loro filogeneticamente possono scambiarsi questi plasmidi ed acquisire nuove competenze in base alla pressione selettiva dell’ambiente. Questo è il motivo per cui essi diventano facilmente resistenti ai farmaci. Altri batteri hanno dei trasposoni, ancora più piccoli dei plasmidi che possono facilmente passare da un plasmide al cromosoma batterico e da una cellula all’altra. Purtroppo per anni si è abusato con gli antibiotici spesso prescritti per banali infezioni virali, come se non bastasse sono stati aggiunti al cibo per gli animali negli allevamenti soprattutto bovini e maiali per potenziarne la crescita e curare le infezioni. Sono aumentate le reazioni allergiche ed i problemi intestinali, in quanto i nostri Lactobacillus e Bifido-bacterium bifidus soccombono dando via libera alla candida ed batteri patogeni. I bambini pagano in prima persona queste conseguenze. Fortunatamente dalla natura si possono trovare rimedi efficaci. L’Echinacea è una pianta nota per combattere le infezioni e rafforzare il sistema immunitario. La sua efficacia è stata sperimentalmente riconosciuta. Altra pianta per combattere le infezioni è la Baptisia tintoria. Entrambe attivano i linfociti.L’Usnea barbata è un lichene che ha un’azione distruttiva su batteri e funghi. La Mirra è ottima per le infezioni respiratorie. La Thuja e l’Echinacea hanno entrambe anche un’attività antivirale. Fortunatamente i ceppi multiresistenti agli antibiotici hanno una ridotta capacità replicativa. Una sana alimentazione che comprenda yogurt da allevamenti biologici ricchi di fermenti lattici vivi ed all’occorenza la fitoterapia possono aiutare a rinforzare le difese immunitarie.
IMPORTANTE
Le informazioni e le idee contenute in questo articolo o in questi articoli costituiscono semplicemente materiale divulgativo informativo sulle scelte diagnostiche e terapeutiche disponibili, e non vogliono in alcun modo sostuirsi né alla prescrizione medica né a consultazione medica, sempre raccomandabile in caso di patologia in atto.
Da: John McKenna “Alternative agli antibiotici” Ed. Xenia

EFFETTI DEI PESTICIDI SULLA SALUTE

Foto di Alessandra Cenci -Mare inquinato
E’ noto ormai da diversi anni che un’ampia gamma di prodotti chimici, tra cui i pesticidi, gli insetticidi ed i composti della plastica, ai quali siamo quotidianamente esposti,sono in grado di interferire con il sistema ormonale (Scarpe & Skakkerbaek British medical journal 1992, Lancet 1993). Gli autori avevano riportato nel primo lavoro una riduzione del 50% del numero di spermatozoi dal 1938 al 1990 negli uomini dei paesi industrializzati. Nel secondo lavoro, gli stessi autori riportavano che la causa era dovuta all’esposizione durante la vita uterina a prodotti chimici dotati di attività ormonale. Successivamente alcuni scienziati hanno trovato una correlazione tra livello di esposizione a queste sostanze che hanno attività ormonale e un aumentato numero di malattie e di disturbi dell’apparato riproduttore umano.
Gli esperti li chiamano interferenti endocrini o “endocrine disruptors”, in quanto agiscono sul sistema endocrino imitando l’azione degli ormoni prodotti naturalmente dal corpo umano, con ripercussioni sfavorevoli (dannose) che possono provocare alterazioni degli organi, delle funzioni del sistema riproduttivo, dello sviluppo dell’organismo, fino all’insorgenza di tumori dei tessuti riproduttivi (mammella, ovaie, utero, testicoli e prostata). Fra questi ci sono sostanze come il DDT, i bifenili policlorurati (PCB), la diossina, gli ftalati, alcuni metalli pesanti, fitofarmaci, biocidi, antiparassitari e pesticidi, sostanze di uso industriale (composti fenolici, solventi organici).
Nella quotidianità, la principale via attraverso cui veniamo in contatto con interferenti endocrini è quella alimentare. Molti di essi possiedono caratteristiche chimico-fisiche tali da consentirne la persistenza nell’ambiente per lunghi periodi di tempo e l’accumulo nel grasso e nei tessuti di animali, uomo compreso, attraverso la catena alimentare: basti pensare che alcune sostanze sono state trovate nel latte materno umano in quantità rilevanti.
Dagli studi di cinetica molecolare si è visto che questi composti presenti nell’ambiente possono alterare alcune funzioni endocrine ad esempio mimando l’attività degli ormoni naturali, legandosi ai loro recettori imitando ad esempio l’azione dell’estradiolo. La sovrapproduzione di messaggi o le ripetute attivazioni che si verificano in un ambiente non idoneo possono sregolare le funzioni regolate dagli estrogeni. I disgregatori endocrini possono stimolare la formazione di più recettori ormonali sulla superficie o all’interno delle cellule, oppure possono rimanere legati al recettore della cellula per un tempo sufficiente lungo da impedire agli ormoni naturali di legarsi al proprio recettore. Altri composti possono indurre una deficienza degli ormoni naturali interferendo con gli enzimi deputati al metabolismo ormonale, oppure possono alterare la crescita cellulare interagendo con i recettori dei fattori di crescita.
Il sistema endocrino è progettato per rispondere a dosi minime di ormoni. Quantità minute di una sostanza esogena, anche se meno potente degli ormoni naturali, può evocare una risposta. Su Science era stato pubblicato uno studio che dimostra come la combinazione di più disgregatori endocrini sia molto più potente di quanto siano i singoli composti da soli. Sostanze che da sole non sono tossiche e non presentano effetti mutageni, in combinazione con altri composti possono scatenere degli effetti neurotossici potenti, da far concludere ad alcuni ricercatori di avere identificato la vera causa della guerra del Golfo.
Le esposizioni all’uomo avvengono per ingestione di estrogeni presenti nella carne, nel latte e nei suoi derivati, nelle verdure coltivate con i pesticidi, nell’acqua potabile fino all’assorbimento tramite la cute di sostanze estrogeniche contenute nei cosmetici, shampoo, detergenti e deodoranti.
Stanno emergendo anche nuove osservazioni di un possibile danno dei pesticidi sul sistema immunitario, che si traduce in una minore capacità di resistenza agli agenti infettivi.
Anche se l’uso di PCB e DDT è vietato dalla maggior parte dei governi dei paesi industrializzati, frutta e verdura rimangono i generi alimentari più a rischio per la contaminazione da pesticidi. L’istituto superiore di sanità ha scoperto in italia che il 5% dei vegetali per consumo alimentare venduti nei supermercati presenta tracce di pesticidi al di sopra del valore fissato dalla normativa europea. Per ridurre l’esposizione personale è consigliabile preferire alimenti biologici certificati, scegliere prodotti per la casa privi di cloro, eliminare le amalgame dentarie soprattutto se contengono bisfenolo-A. Per maggiori informazioni consiglio il libro veramente illuminante di Fabio Fioravanti e Danilo Ruggeri “Alternative agli estrogeni” della casa editrice Xenia.
Latini G, Knipp G, Mantovani A, Loredana M, Chiarelli F, Söder O. Mini Rev Med Chem. 2010 Aug;10(9):846-55. “Endocrine distruptors and human health”
Mantovani A. Ann N Y Acad Sci. 2006;1076:239-52. “Risk assessment of endocrine disrupters: the role of toxicological studies”

L’ equilibrio acido-base e la dieta per la salute


Foto di Alessandra Cenci

Come scrive Matt Traverso nel suo illuminante libro "La nuova biologia della salute" "...Sia la salute sia la malattia hanno inizio a livello cellulare. Le cellule sono i mattoni del nostro corpo. Le cellule sono in costante attività, e per questo a seconda del loro ruolo hanno comunque bisogno di nutrimento, di ossigeno e d’acqua. Le cellule per la loro incessante attività metabolica producono acidi interni, che in genere se l’individuo è in salute vengono agevolmente eliminati dagli organi escretori come fegato e reni ed attraverso il sudore della pelle..."
Alcuni cibi come la carne, il pesce, ed i farinacei producono sostanze acide come residui di scarto del catabolismo e radicali liberi. Il nostro organismo grazie ad un formidabile sistema tampone del sangue riesce a mantenere in equilibrio il pH (la concentrazione degli ioni idrogeni) verso un valore lievemente alcalino in modo da garantire una corretta omeostasi. Una differenza di pochi decimi dal valore soglia del pH, è incompatibile con la vita.
Per un certo periodo, se le persone si ostinano a mangiare male, l’organismo riesce a compensare ed a impedire eventuali danni grazie a meccanismi di compensazione tipo sottrarrendo alcuni preziosi minerali dalle ossa. A lungo andare se non si interviene con una dieta più salutare si pongono le basi per tutta una serie di malattie dall’osteoporosi, alla sclerosi multipla, morbo di Parkinson, problemi cardiovascolari e tumori.
Solamente una dieta che porti l’80% di frutta e verdura può apportare la giusta quantità di minerali che il corpo ha bisogno per neutralizzare l’acidosi metabolica.
Il mantenimento del pH alcalino è quindi cruciale per la vita, la salute e la longevità.(Dott. Young pH miracle).
Dall’analisi del sangue vivo con la microscopia in campo oscuro si vede lo stato di salute delle cellule. Se le cellule sono in buona salute si presentano distanziate tra loro. Questo avviene perché normalmente presentano una carica negativa all’esterno ed una positiva all’interno, e ciò merende distanziata l’una dall’altra per la repulsione elettrostatica. In questo modo il sangue può scorrere liberamente in tutto il corpo ed entrare nei capillari per portare nutrimento ed ossigeno a tutte le cellule del corpo.
Se si è in presenza di acidosi metabolica, il sangue viene privato della sua carica negativa e i globuli bianchi finiscono per aggregarsi creando dei coaguli e non riesce più ad alimentare tutti i tessuti del corpo.
La prima conseguenza a breve termine è la stanchezza ed a lungo andare ci si ammala. Il dott.Warburg , premio nobel della medicina scoprì che la crescita delle cellule cancerose inizia con una carenza di ossigeno, mentre il cancro non può svilupparsi in presenza di ossigeno. Un corpo ricco di ossigeno ha un sistema immunitario più adatto per combattere batteri e virus. Infine l’acqua è fondamentale per regolare la temperatura corporea, rimuovere le scorie dal corpo ed il nutrimento cellulare.
Siccome siamo ciò che mangiamo, mangiando cibi sani e soprattutto frutta e verdura biologiche ci si depura dalle tossine e si rinforza il sistema immunitario.

Per approfondire:
Dott. Adolfo Panfili “La dieta pH” Ed. Tecniche nuove
Matt Traverso “La nuova biologia della salute” Ed. Tecniche nuove

NATURALMENTE SANI

Foto fatta da Alessandra Cenci al Circeo
Sani non significa assenza di malattia… nella medicina orientale esiste un continuum per cui la malattia potrebbe iniziare ancor prima che si manifestino i suoi sintomi perché essi sono già in fieri attraverso un significativo calo dell’equilibrio energetico psico-fisico.
Mai come negli ultimi decenni siamo stati circondati da tanta disponibilità di cibo di tutti i generi; basta fare un salto al supermercato per renderci conto che con facilità potremmo mangiare i cibi più svariati provenienti da tutte le parti del mondo…Nonostante ciò nei paesi industrializzati si assiste ad un drastico aumento di mortalità per tumori, malattie degenerative del sistema nervoso e autoimmuni e malattie del sistema cardiovascolare e squilibri endocrini rispetto ai paesi in via di sviluppo. Sembra che in Oriente i casi di Alzhaimer siano veramente rari.
E’ un fattore genetico che predispone alle malattie? Dalle ultime ricerche sul sequenziamento del genoma umano sembrerebbe di no… a parte i casi di malattie ereditarie…ma anche in quel caso è stato dimostrato che in particolari condizioni una sana alimentazione può ridurre di molto il disturbo… pensiamo ad un diabetico; addirittura alcuni cibi possono avere un effetto benefico sulla psiche in quanto conterrebbero delle sostanze precursori dei nostri oppiacei endogeni. Il cacao ad esempio contiene la feniletilendiammina che nel sistema nervoso centrale stimola la produzione di serotonina.
Come spiegare questo apparente paradosso tra aumentata disponibilità di cibo ed aumento di malattie degenerative in età sempre meno avanzata? Sicuramente lo stress a cui ci sottopone oggi la nostra società con i ritmi di vita sempre più incalzanti, e la preoccupazione crescente di perdere il lavoro non aiuta…ma non solo… dal libro della Dott.ssa Kousmine “Salvate il vostro corpo” sono venuta ad apprendere che proprio nel dopoguerra negli anni 50 ci sono stati alcuni bruschi cambiamenti nell’economia che hanno avuto notevoli ripercussioni sulla salute. I mutamenti principali sono stati i seguenti: 1) nuovi procedimenti per la produzione dell’olio di oliva e degli altri oli in generale che non venivano più estratti a basse temperature ma ad alte; in questo caso l’aumento di temperatura se da un lato ha permesso un aumento della produzione dell’olio, dall’altro ha creato dei cambiamenti di struttura negli acidi grassi dell’olio rendendola meno adatta ad essere disponibile al nutrimento delle nostre cellule favorendo così l’inizio dell’espandersi delle malattie degenerative
2)l’introduzione dello zucchero raffinato al posto dello zucchero grezzo
3)la raffinazione dei cereali, in particolare del grano e del riso che venivano a perdere le fibre così funzionali per la motilità intestinale e con esse tutta una serie di vitamine e di sali minerali contenute all’interno del germe di grano e di riso
4)L’introduzione dei pesticidi in agricoltura.
Il nostro organismo che ha bisogno di sali minerali anche per il corretto funzionamento dei nostri enzimi digestivi, e per aggiustare il pH del sangue è costretto a sottrarre questi preziosi materiali dalle ossa, creando le basi per l’inizio dell’osteoporosi.
Che significa naturalmente sani? Vuol dire sani in modo naturale senza farmaci, senza bisturi, semplicemente seguendo la nostra natura mangiando cibi biologici che non contengano pesticidi. I pesticidi sono dei “disaggreganti endocrini” in quanto si legano agli stessi recettori degli ormoniper un tempo troppo lungo, in modo da alterare i delicati equilibri fisiologici. Inoltre come gli ormoni sono attivi a concentrazioni bassissime. Essere sani naturalmente è possibile con alcune accortezze, cominciando a prendersi cura di se stessi, mangiando in modo sano, facendo sport in modo continuativo e coltivando pensieri positivi e costruttivi…perché i pensieri negativi e destabilizzanti possono “chimicamente” essere più tossici di un farmaco o di un cibo indigesto. I neurotrasmettitori che si liberano nel cervello agiscono a loro volta a distanza interessando tutte le cellule del nostro corpo. Pensieri positivi o pensieri negativi possono fare la loro differenza a lungo termine anche nella salute; ecco perché è importante cominciare a mettere in pratica la possibilità di stare bene…perché può diventare una realtà concreta per tutti voi! Vi auguro ogni bene e tanta salute!
IMPORTANTE
Le informazioni e le idee contenute in questo articolo o in questi articoli costituiscono semplicemente materiale divulgativo informativo sulle scelte diagnostiche e terapeutiche disponibili, e non vogliono in alcun modo sostuirsi né alla prescrizione medica né a consultazione medica, sempre raccomandabile in caso di patologia in atto.

NATURALMENTE SANI vuol dire in armonia con la natura...




Che significa naturalmente sani? Vuol dire in armonia con la natura come questa ninfea che cresce spontanea nel laghetto tropicale. Il nostro corpo è frutto di millenni di evoluzione, è perfetto così come è.
Per usare le parole di Osho “E’ soltanto il fiorire in te della consapevolezza, il bisogno irrefrenabile di creare più bellezza e più benessere nel mondo che evita la distruzione. L’uomo ha bisogno di un corpo migliore più sano…Il corpo è l’anima visibile e l’anima è il mondo invisibile. Corpo e anima non sono separati, fanno parte l’uno dell’altro. Devi amare il tuo corpo essegli grato…”
Si può essere sani in modo naturale senza farmaci, senza bisturi, semplicemente cominciando a prendersi cura di se stessi, mangiando in modo sano, facendo sport in modo continuativo e coltivando pensieri positivi e costruttivi…
Come scrive J. Rifkin nel suo libro “La corsa verso la coscienza globale nel mondo in crisi: la civiltà dell’ empatia” “…Mentre le società depredavano i beni della natura, si sta facendo strada una nuova “coscienza biosferica” che ha la forza di renderci davvero solidali con il pianeta che abitiamo. Condividiamo tutti lo stesso pianeta, le sofferenze dei nostri vicini non sono diverse dalle nostre. Solo un’azione concertata che stabilisca un senso collettivo di affiliazione con l’intera biosfera potrà assicurarci un futuro”
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