Albero del the (Melaleuca alternifolia)-Fraser Island- Australia Foto di Alessandra Cenci
L’utilizzo sempre più vasto ed incondizionato di antibiotici a largo spettro e di antinfiammatori, cortisonici ed ormoni nella popolazione ha favorito l’insorgere di infezione cronica di Candida albicans.
La Candida albicans è un fungo saprofita che vive anche nelle mucose dei soggetti sani. Quando vi è uno squilibrio della flora batterica intestinale per via di cure farmacologiche protrattesi nel tempo, o di una errata alimentazione e stress, che debilitano il sistema immunitario, la Candida può cominciare a proliferare scatenando sintomi di vario genere.
I sintomi vanno dai dolori muscolari ed articolari, alle allergie, alle infezioni intestinali, infezioni degli organi genitali, fino alla depressione. Pochi sanno che un infezione da candida protratta nel tempo da parte di un soggetto immunocompromesso può sfociare in una sindrome grave e sistemica.
Questo avviene, perché non essendo più in equilibrio la flora batterica intestinale, la candida riesce a mutare passando dallo stadio più semplice di blastospora allo stadio di ifa, con il quale riesce a radicarsi negli strati più profondi della parete intestinale alterandone la permeabilità selettiva e predisponendo l’organismo alle allergie.
Le tossine prodotte in questo stadio, raggiungono i vari distretti corporei attrverso il flusso del torrente sanguigno, instaurando pericolose infezioni. L’invasione delle tossine interferisce anche con l’assimilazione di vitamine, minerali ed aminoacidi indebolendo sempre di più l’organismo.
Una volta simili affezioni si trovavano solo in oggetti immunosoppressi, mentre attualmente queste patologie si riscontrano con sempre maggiore frequenza anche in soggetti che al meno apparentemente non presentano difetti nella risposta immunitaria. Non solo la vita stressante, l’inquinamento ambientale ed i traumi emotivi predispongono a questa situazione, ma anche l’acidificazione metabolica dovuta ad un eccesso di zuccheri raffinati nella dieta.
Oltre ad un aiuto da parte di una dieta a basso contenuto di carboidrati, carni bianche, pesce, uova, legumi, semi oleosi e verdure, e yogurt anche alcuni fitoterapici come echinacea, propoli, estratto di semi di pomplelmo, estratto di semi di neem, di lavanda e di Tea Tree oil (Melaleuca alternifolia) sono stati utilizzati con successo nella terapia delle infezioni da Candida.
In particolare, in uno studio di proliferazione cellulare condotto all’Istituto Superiore di Sanità (Roma), si è dimostrato che l’olio essenziale derivato dalle foglie di Tea Tree oil è in grado di inbire la crescita di Candida Albicans sia in un ceppo sensibile all’antifungino classico il fluconazolo sia in un ceppo resistente isolato da un paziente HIV positivo. I risultati ottenuti potranno avere un impatto importante sulla salute pubblica per l’ottimizzazione dell’impiego terapeutico di alcuni “farmaci naturali” e per diminuire gli effetti collaterali.
IMPORTANTE
Le informazioni e le idee contenute in questo articolo o in questi articoli costituiscono semplicemente materiale divulgativo informativo sulle scelte diagnostiche e terapeutiche disponibili, e non vogliono in alcun modo sostuirsi né alla prescrizione medica né a consultazione medica, sempre raccomandabile in caso di patologia in atto.
Da:
1) Marisa Colone et al. “Studio del meccanismo di azione del Tea Tree oil su ceppi di Candida SPP.” Rapporti ISTISAN 08/41
2) Francesca Mondello “In vivo activity of terpinen-4-ol, the main bioactive component of Melaleuca alternifolia Cheel (tea tree) oil against azole-susceptible and -resistant human pathogenic Candida species” BMC Infect Dis 2003; 6:158
3) Francesca Mondello “In vitro and in vivo activity of tea tree oil against azole-susceptible and -resistant human pathogenic yeast”s J Antimicrob Chemother 51:1223-9
4)A.Panfili e V. Mangani “Candida l’epidemia silenziosa” Ed. tecniche nuove
5) V. Pignatta “Guarire le infezioni da Candida” Macro Ed.
NATURALMENTE SANI è un blog di salute naturale, che si occupa di dare alcuni consigli su come essere sani naturalmente senza farmaci, mangiando alimenti sani, e nutrendosi di pensieri positivi ed empatici verso noi stessi, il nostro prossimo e l'ambiente che ci circonda; facendo rifiorire in noi la consapevolezza della nostra bellezza e ricchezza interiore. L'autrice del blog Alessandra Cenci, biologa ricercatrice con il coach Chris Di Meo, ha pubblicato un libro “La Vita che Vuoi” Ed. Darwin.
mercoledì 21 luglio 2010
mercoledì 14 luglio 2010
QUINOA (Chenopodium quinoa) alle zucchine

Foto di quinoa per gentile concessione dal sito http://www.livinginperu.com
Ricetta di Alessandra Cenci
Ricetta adatta per i vegetariani ed i celiaci
Ingredienti e dosi per 2 persone:
120 gr di quinoa, mezza cipolla bianca,4 zucchine,
olio extra vergine d’oliva, prezzemolo, paprika dolce
Lavare bene la quinoa perché contengono all’esterno del tegumento del seme delle sostanze amare (saponine) che interferiscono anche con l’assimilazione dei nutrienti e lasciatela in ammollo per 20 minuti e risciaquatela. I chicchi produrranno una leggera schiuma che va eliminata.L’acqua dell’ammollo deve essere eliminata prima della cottura. Mettere la quinoa in una pentola di coccio con il doppio dell’acqua in peso con il coperchio chiuso, portarla a bollore e cuocerla a fuoco lento per 20 minuti, quando avrà finito di cuocere avrà assorbito tutta l’acqua. Intanto a parte lavare le zucchine e tagliarle a pezzetti. Affettare anche mezza cipolla bianca. Mettere a cuocere le zucchine in una padella o meglio in un kwok con olio extra vergine d’oliva dopo aver fatto indorare un po’ la cipolla e aggiungendo prezzemolo.
Quando la quinoa sarà cotta, unitela alle zucchine e fateli finire di cuocere insieme per qualche minuto. A cottura ultimata aggiungete sale marino, paprika dolce in polvere. Ora potete servirla in tavola.
Proprietà della quinoa (Chenopodium quinoa)
La Quinoa cresce spontanea nella Cordigliera delle Ande (Cile e Perù), sembra che fosse molto comune anche nella civiltà degli Incas. Erroneamente creduta da molti essere un cereale, la quinoa appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee quindi è più vicina filogeneticamente agli spinaci, anche se la parte che normalmente si mangia da noi è il seme, mentre nel paese d’origine si mangiano anche le foglie, come fossero spinaci. E’ completamente priva di glutine, che la rende un cibo adatto per i celiaci; è molto meno ricca in amidi rispetto ai cereali mentre è ricchissima di proteine, sali minerali come calcio e fosforo, lipidi quali acidi grassi insaturi e vitamine del gruppo B, e vitamina E. Queste componenti la fanno risultare più bilanciata, più nutriente e più digeribile dei cereali. Inoltre ha una straordinaria abbondanza di lisina, un aminoacido essenziale, che tende ad essere carente nell’alimentazione vegetariana, in quanto assente nei cereali e presente invece nelle carni. Queste qualità la rendono un piatto adatto anche ai vegetariani.
Proprietà della zucchina (Cucurbita pepo)
Le zucchine sono molto ricche di potassio, e di vitamina E, che combatte i radicali liberi, alcuni carotenoidi come luteina e zeaxantina, vitamina C ed acido folico. Poiché sia la vitamina C che l’acido folico sono sensibili al calore, per preservarli intatti bisognerebbe mangiarle crude. Le zucchine essendo ricche di fibre hanno un’azione lassativa. Per la presenza della vitamina E hanno un ruolo anti-infiammatorio, inoltre sono anche diuretiche e disintossicanti. (www.benessere.com). Le zucchine sono ricche di vitamina A che le conferisceno un ruolo anti-ossidante.
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martedì 13 luglio 2010
INVOLTINI DI MELANZANE CON FILETTI DI RANA PESCATRICE

Ricetta di Alessandra Cenci
Foto di rana pescatrice per gentile concessione da Elena Li Pera e dal bellissimo sito www.fondali.it
Ingredienti e dosi per 2 persone:
2 melanzane ovali, 300 gr. di filetti di rana pescatrice, 1 spicchio d’aglio, 1 scalogno, bottarga di muggine, 4 filettini di aggiuga, olio extra vergine d’oliva
peperoncino, prezzemolo, pomodori pachino, sale marino integrale
Affettare longitudinalmente le melanzane, più sottilmente che potete. Farle soffriggere delicatamente in padella per 10’ con olio extravergine d’oliva, aglio e scalogno a pezzi, peperoncino a pezzetti, e prezzemolo secco. Aggiungere dopo qualche minuto un filo d’acqua per impedire che si brucino le melanzane e tenere il coperchio chiuso. Quando si sono dorate un pochino, spegnere il fuoco, disporle a due a due su un piatto da portata, salarle, inserire un pezzetto di filetto di rana pescatrice, spolverarci sopra un po’ di bottarga di muggine, e richiuderlo tipo sandwich con un’altra melanzana. Fissare gli involtini con degli stuzzicadenti. Nella padella aggiungere pomodori pachino a pezzetti e filettino d’acciuga a pezzi, e gli involtini tenendo il coperchio chiuso. I pomodori pachino cuocendosi libereranno un po’ d’acqua che sarà sufficiente a non far bruciare gli involtini. Aggiungere una manciatina di prezzemolo e dopo 15 minuti circa servire a tavola.
Proprietà della Rana Pescatrice (Lophius pescatorius)
La rana pescatrice o coda di rospo è una specie diffusa nel Mediterraneo, ma è anche presente nell’oceano Atlantico.“Le sue carni hanno ottime proprietà nutrizionali, in quanto sono ricche di proteine (15,4 g/100 g di parte edibile) e presentano un giusto equilibrio tra carboidrati (1 g/100 g) e grassi (0,7 g/100 g); fra i sali minerali sono presenti discrete concentrazioni di potassio (389 mg/100 g di parte edibile), fosforo (194 mg/100 g), magnesio (29 mg/100 g), calcio (19 mg/100 g), mentre fra le vitamine solo quella E è degna di nota.” (Dott. Alessandro Lucchetti , Istituto di Scienze Marine (CNR-ISMAR) – Ancona-articolo da info@pubblicitalia.com
Proprietà delle Melanzane (Solanum melongena)
Le melanzane sono ricche di oligoelementi come calcio, fosforo, potassio, oltre a vitamine A, C. A causa del suo contenuto d’acqua e di fibre stimola la diuresi e la peristalsi intestinale. Sono ricche di tannini che agiscono stimolando la bile a produrre sali biliari, e abbassano la concentrazione di colesterolo nel sangue. (Da www.benessereblog.it).
sabato 10 luglio 2010
RISCHI DELLO ZUCCHERO BIANCO (RAFFINATO)

Foto di Alessandra Cenci
La quantità dello zucchero presente oggi giorno in tutti i cibi da quelli per adulti, a quelli per i bambini è veramente preoccupante. Oltre a ciò anche un gran numero di bevande gassate, succhi di frutta sono ricchissimi di zucchero.
Si sente dire che il nostro cervello ha bisogno di zucchero, che mangiando certe merendine ci si sente subito energici.
Eppure se da una parte lo zucchero trasportato nel sangue al cervello dà un’immediato senso di euforia e di benessere, dall’altra l’eccesso di zucchero nel sangue costringe il pancreas a secernere bruscamente un picco d’insulina al quale segue un po’ di tempo dopo un senso di spossatezza, mal di testa, nervosismo causato da una brusca ipoglicemia, per cui si avverte di nuovo il bisogno di altri zuccheri mettendo in atto un meccanismo di dipendenza.
Mangiare dolci occasionalmente non crea difficoltà, solo quando il pancreas e le ghiandole surrenali si trovano sotto stress, come negli individui stressati che hanno bisogno di mangiare per compensazione, allora possono sorgere problemi diversi.
Forse pochi sanno che lo zucchero raffinato è un alimento innaturale, e non solo come tale è superfluo ma a lungo andare nuoce alla salute.
Lo zucchero bianco raffinato viene depurato con il latte di calce. Tale trattamento provoca la distruzione di alcune proteine e sali minerali e vitamine presenti nello zucchero depauperandolo di alcuni elementi nutritivi. Successivamente per eliminare le tracce di anidride solforosa, vengono effettuati trattamenti con acido solforoso per eliminare il colore scuro…segue la cottura e l’aggiunta di coloranti blu che conferiscono quel bel colore bianco candido che conosciamo. Peccato che questo prodotto ha ben poco a che fare con il prodotto di partenza!
Per poter essere assimilato lo zucchero bianco raffinato ha bisogno di sequestrare il calcio ed il cromo dal nostro organismo. Il calcio viene prelevato dalle ossa e dai denti ponendo le basi per artrosi, osteoporosi e malattie dentarie.
Una dieta eccessivamente ricca di zuccheri raffinati, oltre a porre le basi per un diabete in età avanzata, favorisce anche la crescita nell’intestino di un gran numero di funghi e batteri, in particolare la Candida Albicans e favorisce la produzione di muco sopratutto negli individui predisposti alle malattie respiratorie.
Uno studio di Sanchez nel 1973 aveva dimostrato che lo zucchero deprime il sistema immunitario, in particolar modo danneggia la capacità fagocitica di alcuni globuli bianchi specializzati ad uccidere i batteri. Il motivo è stato dimostrato in studi successivi che mostravano che lo zucchero raffinato priva il corpo di alcuni oligoelementi vitali per la funzione immunitaria tra cui lo zinco.
Il fruttosio puro, se inizialmente aveva avuto un successo perché ha un indice glicemico più basso del saccarosio (lo zucchero comune utilizzato), a lungo andare ha favorito nei consumatori un aumento dei trigliceridi nel sangue, come dimostrato da alcuni studi.
Un grande consumo di aspartame ha favorito la crescita di alcuni linfomi.
Lo zucchero migliore è quello che si trova in natura nella frutta fresca e secca. Tuttavia anche lo zucchero di canna biologico integrale può andar bene se consumato in poche quantità. Io stessa da quando ho eliminato lo zucchero bianco e l’ho sostituito con quello integrale ho smesso di avere carie dentali.
Per approfondire: www.nutriamocimeglio.blogspot.it della mia amica Dott.ssa Silvia Mirone
www.ara-macao.it newsletter dicembre 2009
Il libro Sugar Blues" di William Dufty. Macro Edizioni
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venerdì 9 luglio 2010
Gnocchi di farro agli orapi (spinaci selvatici d’alta quota) (Chenopodium bonus-henricus) e zafferano (Crocus sativus linnaeus)
Ricetta e foto di Alessandra Cenci (ambiente tipico dove crescono gli orapi in Abruzzo)
Ingredienti e dosi per due persone: 250 gr di gnocchi a persona, foglie di orapi,una bustina di zafferano in polvere, aglio, olio d’oliva extravergine, peperoncino, panna di soia biologica, sale marino integrale
Vi propongo una ricetta di montagna. Per raccogliere gli orapi si può fare una bella escursione sulle montagne dell’Abruzzo e Molise evitando di raccoglierli nelle zone protette.
Lavare gli orapi e tagliarli a pezzettini. In un kwok fare lievemente soffriggere aglio, olio e peperoncino. Si aggiungono gli orapi tagliati a pezzetti e dopo pochi minuti si aggiunge poca acqua in modo che si cuociano nell’acqua a fuoco molto lento senza perdere le vitamine ed i sali minerali che perderebbero lessandoli. Intanto mettere sul fuoco l’ acqua per gli gnocchi. Propongo quelli biologici al farro perché sono molto gustosi. Quando gli orapi sono a coltura ultimata, aggiungetevi la panna di soia, vi raccomando quella biologica per evitare quella ogm, e aggiungere un pizzico di sale marino integrale. A questo punto il sugo è quasi pronto. Cuocere gli gnocchi. In pochi minuti gli gnocchi verranno a galla. A questo punto scolare gli gnocchi aggiungerli al sugo di orapi. In ultimo fare sciogliere una bustina di zafferano in pochissima acqua calda e versare sugli gnocchi, amalgamando il tutto girando con un cucchiaio di legno. Dopo pochi minuti potete servire a tavola. Lo zafferano si deve cuocere pochissimo perché è termolabile.
Proprietà degli orapi (Chenopodium bonus henricus)
E’ una pianta ricca di ferro e di vitamina C e le si riconoscono straordinarie proprietà depurative, emollienti e lassative…
Proprietà dello zafferano (Crocus sativus)
Lo zafferano era noto fin dagli antichi romani per le sue proprietà officinali. E’ un tonico del sistema nervoso. Grazie ai suoi carotenoidi secondo alcuni studi scientifici ha proprietà anti-stress, anti-ansia ed antidepressive. Aiuta la digestione, ha un potere antiossidante ed è anche diuretico.
Ingredienti e dosi per due persone: 250 gr di gnocchi a persona, foglie di orapi,una bustina di zafferano in polvere, aglio, olio d’oliva extravergine, peperoncino, panna di soia biologica, sale marino integrale
Vi propongo una ricetta di montagna. Per raccogliere gli orapi si può fare una bella escursione sulle montagne dell’Abruzzo e Molise evitando di raccoglierli nelle zone protette.
Lavare gli orapi e tagliarli a pezzettini. In un kwok fare lievemente soffriggere aglio, olio e peperoncino. Si aggiungono gli orapi tagliati a pezzetti e dopo pochi minuti si aggiunge poca acqua in modo che si cuociano nell’acqua a fuoco molto lento senza perdere le vitamine ed i sali minerali che perderebbero lessandoli. Intanto mettere sul fuoco l’ acqua per gli gnocchi. Propongo quelli biologici al farro perché sono molto gustosi. Quando gli orapi sono a coltura ultimata, aggiungetevi la panna di soia, vi raccomando quella biologica per evitare quella ogm, e aggiungere un pizzico di sale marino integrale. A questo punto il sugo è quasi pronto. Cuocere gli gnocchi. In pochi minuti gli gnocchi verranno a galla. A questo punto scolare gli gnocchi aggiungerli al sugo di orapi. In ultimo fare sciogliere una bustina di zafferano in pochissima acqua calda e versare sugli gnocchi, amalgamando il tutto girando con un cucchiaio di legno. Dopo pochi minuti potete servire a tavola. Lo zafferano si deve cuocere pochissimo perché è termolabile.
Proprietà degli orapi (Chenopodium bonus henricus)
E’ una pianta ricca di ferro e di vitamina C e le si riconoscono straordinarie proprietà depurative, emollienti e lassative…
Proprietà dello zafferano (Crocus sativus)
Lo zafferano era noto fin dagli antichi romani per le sue proprietà officinali. E’ un tonico del sistema nervoso. Grazie ai suoi carotenoidi secondo alcuni studi scientifici ha proprietà anti-stress, anti-ansia ed antidepressive. Aiuta la digestione, ha un potere antiossidante ed è anche diuretico.
I benefici del cioccolato
Foto di Alessandra Cenci
Si è pensato per molto tempo che il cioccolato facesse ingrassare o al minimo facesse venire i brufoli. In realtà, non solo per le antiche popolazioni dei Maya e degli Atzechi lo consideravano un cibo sacro, indispensabile e salutare tanto è che il nome scientifico del cacao datogli da Linneo è Theobroma Cacao, ossia bevanda degli dei, ma dalle più recenti scoperte, il cacao avrebbe delle virtù salutari vere e proprie.
Una ricerca ha dimostrato che il consumo dei composti del cacao può portare diversi benefici all'apparato circolatorio, inclusi miglioramenti del flusso di sangue al cervello e all'apparato cardiovascolare.
La ricerca è stata pubblicata nel Journal of Cardiovascular Pharmacology in un articolo che evidenzia i potenziali benefìci per la salute del cacao, ricco di flavoni (appartenenti alla classe dei bioflavonoidi, detti anche vitamina C2 o vitamina P).
In un precedente studio si è dimostrato che il consumo continuo di cacao può proteggere da ictus ed attacchi cardiaci in quanto grazie agli effetti dei flavoni, migliora la circolazione venosa, ed inoltre l’effetto protettivo che il cacao esercita sul cuore è addirittura doppio rispetto a quello provocato dal vino rosso.
Un altro studio condotto nell’Università della Pennsylvania ha dimostrato che introducendo nella dieta dai venti grammi di polvere di cacao si ottiene un aumento del colesterolo “buono” HDL a discapito del colesterolo “cattivo” LDL. Questo effetto era dose dipendente, ed aumentava arrivando ai quaranta grammi di cacao. Il motivo è da attribuire alle sue proprietà anti-ossidanti.
E’ risaputo che il cioccolato migliora il tono dell’umore, in quanto contiene la feniletilendiammina, un oppiaceo che è un precursore della serotonina, la sostanza che il nostro cervello produce quando siamo innamorati; per questo motivo molte persone dopo aver mangiato il cioccolato avvertono un senso di appagamento.
Andando a studiare i benefìci riscontrati nelle popolazioni che consumano alte quantità di cacao in una popolazione indiana (i Kuna) di un'isola di Panama, si è riscontrata un' insolita assenza di disturbi legati all'invecchiamento: ipertensione, cancro, diabete e malattie cardiache, nostante l'elevato consumo di sale, paragonabile a quello delle società occidentali. Gli studiosi hanno condotto un'indagine per verificare il tipo di alimentazione. Il dato più appariscente è stato l'elevato consumo di cacao, facendo ritenere che ci sia un collegamento fra l'abituale consumo dell'alimento e la loro bassa incidenza di malattie cardiache.
Per ottenere questi benefici, bisognerebbe mangiare il cioccolato fondente ad elevata concentrazione di cacao, maggiore del 70%. Purtroppo la maggior parte di cioccolato che si trova in commercio, contiene ben poco cacao, molti zuccheri raffinati e grassi ed infine lecitina di soia che potrebbe provenire da coltivazioni geneticamente modificate. Per questo consiglio di acquistarlo ad alto contenuto di cacao con zucchero di canna grezzo al posto dello zucchero raffinato e preferibilmente nei negozi biologici.
Si è pensato per molto tempo che il cioccolato facesse ingrassare o al minimo facesse venire i brufoli. In realtà, non solo per le antiche popolazioni dei Maya e degli Atzechi lo consideravano un cibo sacro, indispensabile e salutare tanto è che il nome scientifico del cacao datogli da Linneo è Theobroma Cacao, ossia bevanda degli dei, ma dalle più recenti scoperte, il cacao avrebbe delle virtù salutari vere e proprie.
Una ricerca ha dimostrato che il consumo dei composti del cacao può portare diversi benefici all'apparato circolatorio, inclusi miglioramenti del flusso di sangue al cervello e all'apparato cardiovascolare.
La ricerca è stata pubblicata nel Journal of Cardiovascular Pharmacology in un articolo che evidenzia i potenziali benefìci per la salute del cacao, ricco di flavoni (appartenenti alla classe dei bioflavonoidi, detti anche vitamina C2 o vitamina P).
In un precedente studio si è dimostrato che il consumo continuo di cacao può proteggere da ictus ed attacchi cardiaci in quanto grazie agli effetti dei flavoni, migliora la circolazione venosa, ed inoltre l’effetto protettivo che il cacao esercita sul cuore è addirittura doppio rispetto a quello provocato dal vino rosso.
Un altro studio condotto nell’Università della Pennsylvania ha dimostrato che introducendo nella dieta dai venti grammi di polvere di cacao si ottiene un aumento del colesterolo “buono” HDL a discapito del colesterolo “cattivo” LDL. Questo effetto era dose dipendente, ed aumentava arrivando ai quaranta grammi di cacao. Il motivo è da attribuire alle sue proprietà anti-ossidanti.
E’ risaputo che il cioccolato migliora il tono dell’umore, in quanto contiene la feniletilendiammina, un oppiaceo che è un precursore della serotonina, la sostanza che il nostro cervello produce quando siamo innamorati; per questo motivo molte persone dopo aver mangiato il cioccolato avvertono un senso di appagamento.
Andando a studiare i benefìci riscontrati nelle popolazioni che consumano alte quantità di cacao in una popolazione indiana (i Kuna) di un'isola di Panama, si è riscontrata un' insolita assenza di disturbi legati all'invecchiamento: ipertensione, cancro, diabete e malattie cardiache, nostante l'elevato consumo di sale, paragonabile a quello delle società occidentali. Gli studiosi hanno condotto un'indagine per verificare il tipo di alimentazione. Il dato più appariscente è stato l'elevato consumo di cacao, facendo ritenere che ci sia un collegamento fra l'abituale consumo dell'alimento e la loro bassa incidenza di malattie cardiache.
Per ottenere questi benefici, bisognerebbe mangiare il cioccolato fondente ad elevata concentrazione di cacao, maggiore del 70%. Purtroppo la maggior parte di cioccolato che si trova in commercio, contiene ben poco cacao, molti zuccheri raffinati e grassi ed infine lecitina di soia che potrebbe provenire da coltivazioni geneticamente modificate. Per questo consiglio di acquistarlo ad alto contenuto di cacao con zucchero di canna grezzo al posto dello zucchero raffinato e preferibilmente nei negozi biologici.
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RISO MISTO SELVATICO ALLA BORRAGINE (borrago officinalis)

ricetta di Alessandra Cenci foto di Alessandra Cenci borragine nei monti della Tolfa
Ingredienti e dosi per 2 persone: foglie di borragine, 200 grammi di riso misto selvatico (negozi biologici), una cipolla scalogno, un peperoncino a pezzetti, olio extra vergine di oliva, prezzemolo,una bustina di zafferano,
sale marino integrale
Mettere a cuocere 200grammi di riso misto selvatico con il doppio dell’acqua in peso per circa 45 minuti. Separatamente far soffrigere lievemente 1 cipolla scalogno fatta a pezzetti in un kwok con olio extra vergine di oliva e un peperoncino tritato con foglie di prezzemolo. Subito dopo aggiungere le foglie di borragine lavate e tagliate e cuocere a fuoco lento con aggiunta di poca acqua per non farle bruciare per 20 minuti circa e spegnere. Quando il riso si è cotto aggiungerlo nel kwok e ripassarlo con le foglie di borragine. Infine aggiungere una bustina di zafferano fatta sciogliere in pochi millilitri di acqua tiepida. Ripassare per pochi minuti in quanto lo zafferano è sensibile al calore e potrebbe perdere le sue qualità. Quando tutto il riso si sarà colorato di giallo portare a tavola e servire!
Una piccola nota curiosa: anche i fiori si possono mangiare sono ottimi in insalata
Proprietà della borragine da http://www.erbe-officinali.com/borragine.html
1) Azione protettiva cutanea: l’olio di borragine rappresenta un importante integrazione per mantenere una corretto equilibrio della cute: i suoi principi attivi partecipano infatti in numerosi processi fisiologici, prevenendo l’insorgenza di diverse patologie distrofico-infiammatorie.
2) Azione antiallergica: acido linoleico e ac. gamma-linolenico competono con l’acido arachidonico nella sintesi delle prostaglandine e favoriscono la produzione delle prostaglandine Serie I (le cosiddette prostaglandine "buone"), mostrando così un effetto positivo nelle reazioni da ipersensibilizzazione a determinati fattori.
3) Azione cardiovascolare: in particolare l’ac. gamma-linolenico impedisce l’aggregazione piastrinica lasciando liberi i vasi arteriosi, migliorando la circolazione e il funzionamento cardiaco, sempre grazie all’aumentata sintesi di prostaglandine Serie I, che fra l’altro abbassano anche la pressione arteriosa e inibiscono la sintesi endogena di colesterolo
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